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Il nuovo giornale di Mentana

Enrico Mentana ha annunciato di voler fondare un giornale on line, per dare spazio ai giovani giornalisti e rinnovare il mercato dell’informazione.  Un’intenzione coraggiosa, visto che l’editoria non attraversa certo il suo momento migliore. Un’iniziativa lodevole se saprà, come il direttore del Tg7 si propone, offrire ai lettori una voce libera e indipendente.

Seguirò con interesse il nuovo giornale, sperando che proponga davvero qualcosa di nuovo.

Ecco intanto come vorrei che fosse un giornale. Anzi, come non lo vorrei.

Lo vorrei senza giornalisti raccomandati.

Lo vorrei senza giornalisti precari.

Lo vorrei senza algoritmi al posto dei giornalisti.

Lo vorrei senza gossip, retroscena inventati e polemichette politiche di giornata.

Lo vorrei senza confusione strumentale fra opinioni e notizie.

Lo vorrei senza la solita schiera di opinionisti narcisi.

Lo vorrei senza provincialismo nazionale.

Lo vorrei senza il timore della complessità.

Lo vorrei senza titoli forzati, senza click baiting, senza la mania dei video virali.

Lo vorrei senza fanatismo e senza ipocrisia.

Lo vorrei senza tifoseria politica, di qualsiasi colore.

Lo vorrei senza la paura di schierarsi sui principi.

Lo vorrei senza disonestà intellettuale.

Lo vorrei senza partiti né banche né aziende né caste né logge di riferimento.

Lo vorrei senza uso voyeuristico delle tragedie e della violenza.

Lo vorrei senza autocensura.

Lo vorrei senza dipendenza dai social network.

Lo vorrei senza marchette agli investitori pubblicitari.

Lo vorrei senza la paura di toccare temi tabù e santuari del potere.

Lo vorrei senza sciatteria, che è la sorella gemella della malafede.

 

Lo vorrei senza padroni, libero di servire soltanto i lettori.

Un abbraccio da New York

Fiorenzo

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