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Giorgio Ambrosoli, un italiano esemplare

L’undici luglio 1979 moriva a Milano l’avvocato Giorgio Ambrosoli. Sono passati 39 anni da quella sera tragica, ma il tempo non cancella nella memoria di chi sa la testimonianza esemplare di un uomo, di un grande italiano che affrontò la morte in nome dell’onestà.

 

Non volle cedere, l’avvocato Ambrosoli, nell’esercizio della sua funzione di commissario liquidatore della Banca Privata Italiana, alle pressioni e alle minacce del finanziere mafioso Michele Sindona e del suo clan. Andò dritto per la sua strada e fu ucciso da un sicario, mentre rientrava in casa da solo. Aveva 45 anni e tre figli piccoli, era nel pieno della vita e della professione.

 

Non era un eroe per vocazione, ma una persona seria, onesta e coerente. Oggi il suo nome è scritto nella storia dell’Italia migliore. L’Italia che compie il proprio dovere, “qualunque cosa succeda”, per una scelta di libertà.

Ogni anno, l’undici luglio, un pensiero è per lui.

 

Un video per ricordare la sua storia:

http://www.lastoriasiamonoi.rai.it/puntate/qualunque-cosa-succeda/1000/default.aspx

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