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La Chiesa paghi l’Ici

 

L’Europa non è solo burocrazia e tecnofinanza. È anche la sua Corte di giustizia, che il 6 novembre ha stabilito che la Chiesa cattolica deve pagare le tasse come tutti i cittadini.

Lo Stato italiano infatti deve recuperare l’Ici non pagata dalla Chiesa dal 2007 al 2011: è quanto hanno stabilito i giudici europei, annullando la decisione della Commissione del 2012 e la sentenza del Tribunale Ue del 2016 che avevano sancito “l’impossibilità di recupero dell’aiuto a causa di difficoltà organizzative” nei confronti degli enti non commerciali, come scuole, cliniche e alberghi. I giudici hanno ritenuto che tali circostanze costituiscano “mere difficoltà interne all’Italia”.
La sentenza della Corte di Giustizia dell’Ue non consente direttamente ai comuni di recuperare gettito e soldi per l’Ici non versata, ma sanziona l’Italia per una norma del 2012 per aiuti di Stato. Per recuperare il dovuti ora serve una legge, come ha dichiarato Guido Castelli, delegato dell’Associazione Nazionale dei Comuni Italiani, per il Fisco locale: “Sarà necessaria una norma di legge che individui il percorso di recupero delle somme”.

Sono fermamente convinto che questa legge debba essere fatta. Per troppi anni la Chiesa ha goduto di ingiuste esenzioni relative al suo immenso patrimonio immobiliare. Una grande ingiustizia, che si è aggiunta alla ciclopica rapina costituita dal meccanismo truffaldino dell’otto per mille.

Non ho tuttavia molta fiducia che questa legge sarà mai approvata. Il silenzio di governo e parlamento sulla vicenda è eloquente. Ma davvero si pensa che i privilegi della Chiesa siano meno gravi di quelli della politica?

Un abbraccio da New York

Fiorenzo

 

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