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Repubblica, il giornale-partito che difende la libertà di stampa

C’era qualcosa di patetico domenica scorsa al teatro Brancaccio di Roma, dove il gruppo Repubblica-Espresso si è riunito in pompa magna per difendere la libertà di stampa. Davvero Calabresi e compagni ci difenderanno dal regime gialloverde? Davvero è minacciata l’informazione indipendente? Suvvia, non scherziamo su cose serie. L’informazione italiana ha gravi problemi, uno di questi è proprio il giornalismo fazioso di giornali come Repubblica, che per vent’anni ha campato con l’antiberlusconismo trasformandosi sempre più nella gazzetta del Pd, specializzata nella guerra (persa) contro il m5s.

Vero che chi governa non deve insultare i giornalisti, nemmeno quando ci sono ragioni per farlo, e viceversa deve rispondere a tutte le domande, anche le più urticanti. Vero anche che la politica non può pretendere di eliminare la mediazione del giornalismo in nome della comunicazione diretta via social. Ma l’informazione nazionale era malata di manipolazione e censura ben prima dell’avvento dei social e del varo dell’attuale governo. E Repubblica, da giornale-partito qual è stata, era non rimedio ma espressione della malattia.

Per iniziare a rimettere in sesto l’informazione occorrono serie riforme. Per esempio:

1 Abolire l’ordine dei giornalisti

2 Abolire il finanziamento pubblico ai giornali (ad eccezione di testate di riconosciuto valore culturale e sociale)

3 Varare una severa legge contro i conflitti di interessi

4 Vararne un’altra contro le posizioni dominanti sul piano editoriale e pubblicitario

5 Riformare la Rai, per toglierla ai partiti e ridarla a cittadini

6 Stabilire l’equo compenso per i giornalisti e contrastare il precariato

7 Dare un taglio alle querele temerarie

Un abbraccio da New York

Fiorenzo

 

 English

La Republica, the party-newspaper that defends freedom of the press

There was something pathetic last Sunday at the Brancaccio theater in Rome, where the Repubblica-Espresso group met with flattened trumpets to defend freedom of the press. Really Calabresi and companions will defend us from the yellow-green regime? Is the independent information really threatened? Come on, let’s not joke about serious things. Italian information has serious problems, one of these is journalism biased journal like the Republic, which for twenty years has struggled with the antiberlusconismo becoming more and more “official journal” of the Democratic Party, specialized on the war (lost) against the 5 Stars Movement.
True that those who govern should not insult journalists, even when there are reasons to do so, and vice versa must answer all the questions, even the most urgent. It is also true that politics cannot claim to eliminate the mediation of journalism in the name of direct communication via social networks. But the national information was sick of manipulation and censorship well before the advent of the social and the launch of the current government. And La Republica, as a newspaper-party as it was, was not a remedy but an expression of the disease.
Serious reforms are needed to start re-establishing information. For example:
1 Abolish the order of journalists
2 Abolish public funding for newspapers (with the exception of publications of recognized cultural and social value)
3 Launch a strict law against conflicts of interest
4 Launch a law against the dominant positions on the editorial and advertising level
5 Reform the RAI, to remove it from political parties and give it back to citizens
6 Establish fair compensation for journalists and counteract precarious employment
7 Give a cut to the rash lawsuits

Una abbraccio da New York

Fiorenzo

 

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