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Basta parlamentari voltagabbana!

Si è riaperto il dibattito sul vincolo di mandato. L’art. 67 della Costituzione è chiaro: il parlamentare rappresenta la Nazione senza vincolo di mandato, cioè senza obbligo di fedeltà a un capo o a una linea di partito. Ma altrettanto evidente è il continuo tradimento della volontà degli elettori. Sono centinaia ad ogni legislatura i senatori e i deputati che cambiano casacca, non per fedeltà alla Nazione ma per il proprio tornaconto personale.
Si deve trovare un meccanismo che impedisca questo scempio. Libero deve rimanere ogni parlamentare di votare in dissenso dal gruppo di appartenenza sui singoli provvedimenti (direi con l’eccezione della fiducia al governo). Ma chi passa da un partito all’altro, da un gruppo all’altro, dovrebbe essere sanzionato in qualche modo. Se fosse possibile, con la decadenza dal parlamento. In ogni caso, con una forte riduzione di stipendio e la negazione di finanziamenti ai gruppi composti da transfughi.
Una via di mezzo tra l’assenza di vincolo di mandato e la libertà di tradire gli elettori ci deve pur essere!

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