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Investire in istruzione e ricerca

 

Venerdì 29 maggio, nella sua relazione annuale, il governatore di Banca d’Italia Ignazio Visco ha sottolineato un tema fondamentale: la necessità di moltiplicare gli investimenti in istruzione e ricerca. Condivido in pieno (da sempre) le sue parole.

 

“In Italia siamo al penultimo posto nell’Unione europea per quota di giovani tra i 25 e i 34 anni con un titolo di studio universitario. Al primo posto per incidenza di giovani tra i 15 e i 29 anni che non studiano e non lavorano.

È una perdita di opportunità individuali che espone al rischio di esclusione ed è uno spreco per la collettività.

Tra gli investimenti dai quali non possiamo prescindere ci sono quelli volti ad accrescere i livelli di cultura e di conoscenza, dalla scuola all’università così come nella ricerca” .

 

Invest in education and research

On Friday 29 May, in his annual report, the governor of Banca d ‘ Ignazio Visco highlighted a fundamental theme: the need to multiply investments in education and research. I fully share (forever) his words.

” In Italy, we are at the penultimate place in the European Union for the share of young people between the ages of 25 and 34 with a university degree. First place by the incidence of young people aged 15 and 29 who don’t study and don’t work.
It is a loss of individual opportunities that expose to the risk of exclusion and is a waste for the community.
Among the investments from which we cannot regardless are those aimed at increasing levels of culture and knowledge, from school to university as well as in research.”

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