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Bologna, 2 Agosto 1980

 Ero un ragazzo, ma di quel giorno ricordo tutto. Le edizioni speciali dei telegiornali. Le prime, sconvolgenti immagini di distruzione e morte. Il pianto disperato dei familiari. Il sacrificio dei soccorritori. Il volto impietrito di Pertini. Quel senso di sgomento e di orrore. L’angoscia al pensiero che sotto le macerie poteva esserci ciascuno di noi. Fu un’estate di stragi di innocenti. Era passato poco più di un mese dalla strage di Ustica. Quella bomba ci scoppiò dentro. Ci colse a tradimento, mentre eravamo al mare, in festa per Mennea e la Simeoni. 40 anni dopo, ricordare è un atto di dolore. Rinnova lo sdegno contro l’ingiustizia e l’impunità. Chi ha distrutto la vita di 85 esseri umani? Chi ha armato la mano degli assassini e perché? Nonostante i processi e le sentenze ormai definitive, malgrado l’eroica ostinazione dei familiari delle vittime, l’Italia onesta non è riuscita a sconfiggere le omissioni, i ricatti, gli insabbiamenti, i depistaggi. La verità ufficiale è parziale e poco convincente. Su quell’orrenda strage non è stata fatta giustizia. Ma non si deve cedere alla rassegnazione: lo dobbiamo a quelle vite spezzate, a quei morti innocenti dilaniati in tempo di pace, in un giorno d’agosto, mentre partivano per le vacanze.

Un abbraccio da New York

Fiorenzo

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